LA LINEA di OSVALDO CAVANDOLI

LA LINEA di OSVALDO CAVANDOLI

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Chi è Cavandoli

Osvaldo Cavandoli nasce il primo gennaio 1920 a Maderno sul Garda oggi chiamato Toscolano Maderno, sul lago di Garda.

Pochi anni dopo la famiglia si trasferisce a Milano a causa del lavoro del padre che era ufficiale dell’esercito, Cavandoli si innamora presto di questa città, nella quale trascorrerà tutto il resto della sua vita, dove cresce e vive fino alla sua scomparsa avvenuta il 3 marzo 2007.

Inizia il liceo classico, ma presto si accorge che quel tipo di studi, ed in particolare il latino, non fa per lui.

Si iscrive ad un istituto tecnico professionale, con molto disegno tecnico e laboratori per la lavorazione del legno e dei metalli.

A 18 anni viene assunto all’Alfa Romeo e poi alla CEMSA di Saronno, nelle pause di lavoro, si diverte a disegnare caricature di amici e colleghi.

Non partecipa alla guerra a causa di un incidente che l’aveva reso non idoneo all’arruolamento, continua invece la sua attività di disegnatore realizzando vignette che vende in una storica cartolerie milanese.

Durante la guerra propone le sue vignette sullo stile di vita del periodo bellico e nel 1944, rispondendo a un’inserzione sul giornale, entra nella squadra della Pagot Film.

Qui avviene la sua formazione di animatore e inizia la sua carriera nel mondo del cinema di animazione, prima come intercalatore, poi come disegnatore e animatore.

Durante l’esperienza alla Pagot Film collabora alla realizzazione dei primi lungometraggi d’animazione italiani: Lalla, piccola Lalla e I fratelli Dinamite.

Gli anni Cinquanta sono segnati dall’avvento della televisione in Italia e dal trasferimento di molti investimenti dedicati alla pubblicità verso questo nuovo media.

Nel 1950 Cavandoli decide di mettersi in proprio e fonda insieme all’amico d’infanzia Ugo Moroni la casa di produzione Pupilandia, specializzata in pubblicità cinematografiche con pupazzi animati. Durante questa esperienza, l’artista mette a frutto tutte le competenze tecniche e manuali acquisite nel tempo, realizzando a mano tutte le scenografie ed i bellissimi pupazzi animati con la tecnica del passo uno.

Ormai consolidato il suo amore per il cinema di animazione, gira tra il 1950 e il 1957 una quindicina di film per la pubblicità cinematografica, tra i quali Pinocchio, Laggiù nel Far West, La piccola guerra e Il nuovo Cappuccetto Rosso e si occupa, insieme all’amico Ugo Moroni (in arte Ugo Gelsi), di ogni aspetto della realizzazione: dalla creazione del pupazzo alle migliorie tecniche alla macchina da presa.

Nel 1958 Pupilandia chiude i battenti e Cavandoli comincia a collaborare alla realizzazione di alcune delle più memorabili pubblicità animate di Carosello.

Nel 1965-1967 lavora con Marco Biassoni ai cortometraggi pubblicitari di Lancillotto e Re Artù, insieme a Giuseppe Laganà.

Conclusa questa esperienza e raggiunta la maturità necessaria per ideare qualcosa di assolutamente personale, nel novembre 1968 disegna il primo storyboard con un personaggio chiamato in un primo momento Mr. Mark.

Proprio in quegli anni Cavandoli propone il suo lavoro per Carosello, il contenitore pubblicitario della Rai in onda dal 1957 al 1977.

Nasce “La linea”

Massimo Lagostina, titolare dell’omonima fabbrica di pentole, sceglie come protagonista della sua campagna pubblicitaria l’originale personaggio che nasce e vive in un unico tratto bianco, che diventerà il protagonista de La Linea.

Cavandoli realizza 35 film pubblicitari de La Linea Lagostina della durata di 2′ 30″, sulla note di Io cerco la Titina e doppiati da Carlo Bonomi, il quale presta la propria voce al personaggio nel caratteristico grammelot dall’accento milanese che lo caratterizza.

Nel 1969 La Linea fa la sua prima apparizione in TV, proprio durante Carosello.

Il pubblico rimane spiazzato da questo strano personaggio disegnato con un unico tratto di matita, ma se ne innamora subito.

Ancora oggi l’omino de La Linea resta uno dei personaggi più iconici di Osvaldo Cavandoli e della cultura italiana pop di quegli anni.

L’essenzialità del tratto, l’originalità del personaggio e il carattere un po’ brontolone segnano il successo mondiale della Linea e la sua ascesa nell’Olimpo dei personaggi animati.

All’inizio degli anni settanta Cavandoli riceve i suoi primi riconoscimenti nei maggiori festival di animazione, il Festival di Annecy e Zagabria, e nel 1973 esce il primo libro La Linea, edito da Bompiani.

Nel 1975 le strisce de La Linea vengono pubblicate anche su Il Giornalino.

Nell’anno 1977 Carosello chiude i battenti.

Da carosello al mondo

Inizia per Cavandoli un periodo di grande produttività artistica: Mr. Linea diventa protagonista di uno show tutto suo e le sue (dis-)avventure vengono trasmesse in tutto il mondo… tranne che in Italia.

Poiché il personaggio era diventato noto al grande pubblico grazie ai caroselli della ditta di pentole Lagostina, la Rai teme di fare pubblicità occulta (e, soprattutto, gratuita) al prodotto e per questo, diversamente da quanto è accaduto ad altri cartoni animati, come Calimero, La Linea venne bandita dal servizio pubblico italiano.

La carriera di Cavandoli, però, non si arresta. Partecipa a numerosi festival dedicati al cinema d’animazione e vince, tra gli altri, i due premi europei più prestigiosi in questo campo: quelli dei festival di Annecy e Zagabria.

Nel 1977 il cineasta realizza la prima serie slegata dalla pubblicità de La Linea, ma negli anni successivi il suo personaggio inizia a sparire dalle reti televisive italiane, ottenendo al contrario grandi successi in tutti gli altri paesi europei.

Dal 1980 Osvaldo si unisce professionalmente all’agenzia di disegnatori Quipos e al suo fondatore Marcelo Ravoni, nominato Eroe del Fumetto a Cartoomics 2007, con un legame di profonda stima e amicizia.

Nel 1980 collabora con Altan curando la regia di 26 episodi per la serie La Pimpa. Negli anni successivi Cavandoli illustra il libro di epigrammi Storielline molari di Mario Monteverdi.

Esce poi il volume La Linea Superstar e nel 1992 la casa editrice Sperling & Kupfer pubblica Il golf è una cosa seria, in cui La Linea illustra il regolamento del gioco, e Versi e versacci, raccolta di vignette satiriche su brani letterari.

Le pubblicazioni con le illustrazioni della Linea si susseguono innumerevoli, fino alle più recenti della casa editrice Gallucci.

Di tanto in tanto La Linea riappare con brevi incursioni anche nella televisione italiana, nei programmi Galagoal di TMC e Pinocchio della Rai.

Nel 1998, su invito di Carlo Squillante aderisce all’ANU, l’Associazione Nazionale Umoristi, partecipando a otto edizioni del FestiValtravaglia dell’Arte Leggera di Porto Valtravaglia, sul Lago Maggiore, e al Bestiario di Leonardo da Vinci presso il Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano (2000), il Festival dell’Umorismo della Riviera del Garda e Humour a Gallarate.

Ancora nel 1998 Cavandoli è scelto per decorare con la sua Linea le pareti degli uffici dell’Allianz di Berlino.

Osvaldo si spegne il 3 marzo 2007 nella sua Milano. Nel 2017, in occasione del decennale dalla scomparsa, dopo un ciclo di mostre ed eventi dedicati alla sua arte, il nome di Osvaldo Cavandoli viene iscritto nel famedio del Cimitero Monumentale di Milano, il pantheon dedicato alla memoria dei cittadini illustri di questa città.

Link:

Osvaldo Cavandoli – La Linea – wikipedia

http://www.osvaldocavandoli.com

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